«È solo sui monti che possiamo esiliarci dalla contaminazione. Dalla contaminazione politica, religiosa. Anche questo è un luogo puro (La Sila, ndr), l’unico inquinamento che possiamo portare è quello dei nostri pensieri…» Alessandro Mannarino, 14 settembre 2015

 

«Ad ogni pizzico delle corde delle chitarre è un piccolo delirio, la folla ascolta entusiasta e divertita il concerto, baciata dall’ultimo sole estivo e si abbandona alla poesia del posto tra Ossi di Seppia e Elisir d’Amore»  Mmasciata.it, 14 settembre 2015

 

«Progetto unico di turismo culturale e musiche a km zero» Gazzetta del Sud, 8 settembre 2015

 

«Se all’auditorium Parco della Musica di Roma Luglio Suona Bene, nel verde incontaminato dell’altopiano con l’aria più pulita d’Europa La Sila Suona Bee. Un’onomatopea che da il titolo ad uno dei festival più coraggiosi del sud Italia e che restituisce al contempo l’idea del contesto rurale e bucolico» Fabrizio Basciano, Il Fatto Quotidiano – 26 Luglio 2015

 

«Sinergia tra spazio e evento. Molarotta, luogo di “bee”, di “muu“, di “hiii”: salsicce cortecce tramonti; pecore mucche cavalli; caciocavalli ricotte pinete, patate radure laghi, funghi. Questo immaginario fitto si associa in modo decisivo a un pomeriggio che si annuncia ubriacante di musica e emozioni» Gianluca Veltri,  Il Quotidiano del Sud – 25 luglio 2015

 

«La Sila suona Bee è una grande occasione per il territorio, un valido attrattore di turismo culturale. Per noi, con un importante valore aggiunto: ad idearlo una squadra di giovani professionisti calabresi» Responsabile marketing azienda Caffè Aiello per Approdonews – 16 luglio 2015

 

«Valorizzare il territorio non è né un ossimoro nè un’utopia. A volte si può, con gli sforzi congiunti di persone di buonsenso che operano per il bene della comunità, e credono in un progetto che guarda lontano, pur avendo i piedi ben piantati nelle proprie radici» Note Verticali, Luigi Caputo – 13 luglio 2015

 

«L’evento, unico per la Regione, contribuisce alla diffusione ed allo sviluppo della cultura musicale e alla promozione del turismo culturale e sostenibile. La Sila suona Bee non è solo un contenitore di produzione e promozione ma, anche e soprattutto, un grande laboratorio di eventi, dove artisti, diversi per origine e formazione, mettono a confronto la loro esperienza professionale e umana e la loro energia, vera ricchezza per il territorio» QuiCosenza.it, 4 luglio 2015

 

«La promozione del turismo culturale e sostenibile passa anche attraverso la musica ed è per questo che La Sila suona Bee sta riscuotendo un grande successo» Debora Calomino, Scoprilacalabria.com – 23 luglio 2015

 

«La Sila suona Bee, un evento unico nel suo genere: un vero e proprio contenitore culturale sostenibile in cui talenti emergenti si esibiscono al fianco di ospiti di prestigio ed il paesaggio di grande rilievo paesaggistico e naturalistico ne anima lo sfondo» Strill.it – 29 giugno 2015

 

«La Sila Suona Bee regalerà un’attrattiva di valore alla nostra Calabria, portando in auge fattori culturali e ambientali che vengono spesso dimenticati o sottovalutati. Osare e credere nelle proprie radici può far realizzare idee grandiose» Miriam Caruso, Ottoetrenta –  27 giugno 2015.

 

«Meditazioni, yoga, passeggiate. Escursioni, trekking, colazione con prodotti tipici. Reading di poesia, incontri letterari e, soprattutto, musica dal vivo di qualità. Il tutto, a circa 1700 metri di quota in un contesto unico sull’altipiano più esteso d’Europa. Sono gli ingredienti de ‘La Sila suona bee’, il festival di ‘musica e natura’ organizzato tra luglio e settembre da Archimedia con Piano B che quest’anno con Manu Chao e Alessandro Mannarino si propone come evento non solo per la Calabria ma per tutta l’Italia. L’obiettivo, appunto, è la riscoperta e la fruizione del territorio grazie ad un turismo culturale già avviato sul territorio calabrese» ADNKronos  – 21 giugno 2015

 

«Lo scopo? Riappropriarsi del territorio attraverso la musica e il cibo. La fruizione musicale nella natura: un connubio perfetto in uno scenario unico giacché qui i fondali, l’allestimento scenico, lo fanno gli alberi immersi, per il laboratorio Nanodiagnostics di Modena, nell’aria più pulita d’Europa, e i boschetti adiacenti l’area concerto diventano camerini per gli artisti. Una bella occasione per vivere la Sila e riappropriarsi d’un luogo meridiano. Un modo nuovo di produrre eventi slow cost dal pubblico consapevole e condivisione delle popolazioni locali» Eva Catizone, Il Fatto Quotidiano – 16 giugno 2015

 

«In Sila una piccola Woodstock per Capossela. Duemila persone in marcia per raggiungere Vinicio Capossela. Uno spettacolo mai visto, quello fatto dalla gente accorsa a vedere “Il concerto per il demone meridiano” ma soprattutto per godersi l’altopiano della Sila in una domenica che ha coniugato cultura e ambiente come forse mai era avvenuto prima a queste latitudini.  La Grande Sila torna a respirare grandi eventi, onore al merito. Giampaolo Calabrese per “Archimedia”, Anna Infante, Pietro Pietramala e Erika Liuzzi per “Piano B” e un nutrito insieme di partner locali che, sotto il contenitore “La Sila suona Bee” sono riusciti in modo accurato ad assecondare l’ennesima genialata del cantautore  milanese di origini irpine, ormai abitudinario del Cosentino» Mmasciata.it – 22 Settembre 2014

 

«Giunti in cima, l’aria riempie i polmoni, rischiara il cuore e la mente, e incuriosisce l’olfatto. Il profumo della Woodstock silana è inevitabilmente quello degli scialatelli ai funghi porcini, della salsiccia arrostita, del caciocavallo filante e del vino che scorre a fiumi nella folla di età variegate, che copre ogni fascia. Un grazie doveroso all’organizzazione, che con questo evento, visionario, immaginifico, ma soprattutto rivelatosi reale, ha aperto una traccia importante per la valorizzazione di un territorio, quello calabrese, che è un paradiso a cielo aperto, e ha location che il mondo ci invidia. La speranza è che quanto visto oggi sia stato solo l’inizio» Luigi Caputo, Note Verticali – 15 Settembre 2014

 

«Uno scenario magico, il sapore delle tradizioni, suoni che raccontano le nostre radici: questo ma non solo è La Sila Suona Bee (…) Perché, come dice lo stesso Capossela, è nel piccolo che si nasconde il gigantesco» Giuseppe Marino, Radio Barrio – 11 Settembre 2014
 

 

«Mezzogiorno, come mezzanotte e come i solstizi, è un momento critico, una porta di passaggio. Il solo momento senza ombre. L’ora in cui agiscono le Ninfe, Pan, Diana, le Sirene. L’ora dei morti e del soprannaturale. L’ora di chi non lascia ombra sulla terra. L’ora dell’accidia, la controra, l’ora dell’immobilità, l’ora dello smarrimento. L’ora della seduzione e dell’incantagione. L’ora del sonno,del languore, delle tentazioni lussuriose e delle smanie erotiche. L’ora della melanconia, dell’abbandono, dell’ammutinamento, della marcescenza, della rovina. L’ora della contemplazione. In tutto questo si pasce il demone meridiano. Lo sapevano bene i mietitori che negli infuocati mezzogiorni del raccolto levavano alto l’urlo per difendersi, con l’invocazione e lo scongiuro. Quei mietitori erano anche restii a raccogliere l’ultimo covone, che lì dentro era lo spirito del grano appena raccolto e ucciso. Anche per quel lutto levavano l’urlo. Questo concerto nella radura del Monte Curcio nel primo pomeriggio, nel giorno dell’equinozio d’autunno, quando giorno e notte arrivano al pareggio, vuole ricordarci il mistero e la sacralità del meriggio, del tempo e delle stagioni» Vinicio Capossela – 9 Settembre 2014
 

 

«Il verso “caprino” che dà il nome alla prima edizione di La Sila suona Bee rappresenta null’altro se non la forte volontà di un ritorno alle radici e all’essenza dei nostri luoghi: il tentativo di rivalutare aree importanti della nostra Regione, utilizzando l’arte e la musica come linguaggio attrattivo, che doni ulteriore profondità e spessore al contesto in itinere. Un modo originale per tenere vive le tradizioni, provare le prelibatezze enogastronomiche tipiche del posto e creare un indotto economico che incrementi il potenziale turistico» Mmasciata.it – 9 Settembre 2014
 

 

«Coniugare sapientemente la valorizzazione dei beni naturali del territorio calabrese attraverso la promozione culturale è questo l’obiettivo che gli organizzatori della manifestazione si sono posti» Corriere di Calabria – 09 Settembre 2014

 

«Un appuntamento imperdibile dunque, alla scoperta dei paesaggi e dell’autenticità del nostro patrimonio attraverso il potere comunicativo della musica» Mescalina.it – 20 Settembre 2014