La Sila Suona Bee è un Festival di musica e natura dedicato alla canzone d’autore italiana ed internazionale che offre ampio spazio anche ai giovani emergenti nel panorama musicale.
Una rassegna importante che rappresenta il tentativo di coniugare, nel territorio montano calabrese, la valorizzazione dei beni naturali e la promozione del linguaggio artistico.
Unico per la regione Calabria e di particolare rilievo internazionale, l’evento contribuisce di fatto – sin dalla prima edizione – alla diffusione del patrimonio artistico e del turismo culturale sostenibile, consolidandosi come festival di produzione e promozione. Un grande laboratorio di eventi nel quale gli artisti, diversi per origine e formazione, mettono a confronto le loro esperienze professionali ed umane.
La Sila suona Bee aspira a diventare un Brand dove la musica diventa attrattore culturale per un territorio di grande rilievo paesaggistico e naturalistico, in un’area del Mezzogiorno italiano che per la sua centralità, rispetto anche al bacino del Mediterraneo, vuole consolidarsi in un importante appuntamento per la musica nazionale ed internazionale. Un evento capace di attirare flussi turistici legati non soltanto alla passione per la musica ma anche alla natura.
Un Festival come evento che vive non solo delle singole proposte artistiche, ma di un insieme di relazioni, atmosfere, conoscenze, incroci con scambi tra musica e natura, tra spettacolo e quiete, che combina la musica all’arte, il turismo allo sviluppo economico, la natura alla riscoperta di luoghi incontaminati.
Si ascoltano i luoghi, si canta sui prati, con lo sguardo sui laghi, sul paesaggio, di fianco ad un amico, ad un amore, ai bambini, possibilmente distesi su di un plaid.
Lo spettacolo più bello, resta il pubblico che giunge lungo il pendio o volante sull’ovovia.
L’organizzazione, attenta e sensibile  al problema dell’impatto ambientale, predilige per la realizzazione degli interventi musicali l’utilizzo di strumenti legati al territorio le cui sonorità sono messe in risalto dalle versioni acustiche (organetto, chitarra battente, zampogne) mentre l’unica luce di scena è quella naturale offerta della montagna.
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