La Sila Suona Bee è un festival di musica e natura che trae la sua forza nell’animo dei luoghi che lo ospitano.
L’ALTOPIANO SILANO è un luogo unico ed esclusivo, incontaminato, centro turistico in continua espansione capace di attrarre ed accogliere migliaia di turisti. Riconosciuto dal 2014 come Riserva delle Biosfere ed inserito nei siti di eccellenza UNESCO grazie alla sua varietà di ambienti naturali e habitat, l’Altopiano Silano è situato nella zona centro-settentrionale della regione Calabria e si estende per 150.000 ettari rendendolo tra i più estesi d’Europa, attraverso le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Si divide in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. È il più vecchio Parco Nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia: con Decreto del Presidente della Repubblica del 14.11.2002 sono stati istituiti il Parco Nazionale della Sila ed il relativo Ente, che ricomprende i territori già ricadenti nello “storico” Parco Nazionale della Calabria (1968) e tutela aree di rilevante interesse ambientale per complessivi 73.695 ettari. La Sila è ricoperta da un’immensa foresta costituita in gran parte da conifere e faggi, è ricchissima di risorse idriche e presenta  diversi laghi artificiali che si sono inseriti perfettamente nell’incantevole contesto naturale del luogo. Ampie sono le vallate ove è praticata la pastorizia, con forme di transumanza ed alpeggio che resistono tutt’oggi. L’agricoltura è legata soprattutto alla coltivazione della patata della Sila I.G.P. La Sila è entrata nell’immaginario collettivo per le grandi nevicate, la presenza stabile dei lupi, quella stagionale dei funghi porcini, per i suoi laghi e per i pascoli della bovina podolica.

 

I LUOGHI DEL FESTIVAL 
MONTE CURCIO (Spezzano della Sila – Cosenza) a 1.788 mt Slm,  nella Sila Grande, in località Camigliatello Silano. Il luogo del concerto è raggiungibile con gli impianti di sciistici di  risalita.
LORICA  (Pedace – Cosenza) Il nome deriva dal latino “lòrica” (corazza), e potrebbe essere interpretato come un posto sicuro, invalicabile, dove nascondersi e proteggersi da eventuali avversari o nemici, ma non essendoci dati certi riguardo al ritrovamento di segni e manufatti che possano indicare la presenza dell’uomo sin da antiche origini, il termine dovrebbe riferirsi all’aspetto naturale della zona, che come una roccaforte vegetale, nei secoli scorsi si presentava all’uomo come un habitat impermeabile, angusto e selvaggio. Esiste poi una leggenda popolare che narra, secondo l’etimologia dei nomi, che a Lorica, fu trovata la corazza di un antico cavaliere, in località “cavaliere”. Gli impianti di risalita distano circa 4 km dal centro del villaggio. Realizzati nella vallata del “Cavaliere”, gli impianti partono da una quota altimetrica di 1405, giungendo fino a quota 1877 presso un versante del complesso del Monte Botte Donato, percorrendo una lunghezza di 2,206 km di percorso, con un dislivello di 472 metri.
MONTE COCUZZO (Mendicino – Cosenza) è un monte di 1541 mt slm dell’Appennino meridionale della provincia di Cosenza. E’ senz’altro una delle vette più alte della Catena Costiera. Sebbene il nome “cattiva pietra” e la stessa conformazione facciano pensare ad un’origine vulcanica, le caratteristiche geomorfologiche del terreno e delle rocce la fanno rientrare nella formazione dolomitica. Dalla cima la vista consente, in giorni particolarmente tersi, di osservare le Isole Eolie, il Golfo di Policastro, l’Orsomarso e anche l’Etna.